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BCE, Tltro: domani al via la seconda asta ma gli effetti tardano ad arrivare

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Fonte forexinfo.it – Al via domani la seconda asta per l’assegnazione degli Tltro da parte della BCE: una misura che, però non ha dato i risultati sperati perché è andata a sostenere il debito pubblico e non l’economia reale.

In calendario per domani la seconda asta Tltro, la misura che espansiva che la Banca Centrale Europea ha messo in atto, fin dal Settembre scorso per assegnare alle banche europee, italiane comprese, finanziamenti a tassi particolarmente vantaggiosi sul lungo periodo. La misura, che nelle intenzioni della BCE, sarebbe dovuta servire per riavviare la crescita economica dell’Eurozona è risultata un parziale fallimento per la scelta, fatta dalla maggior parte degli istituti di credito nostrani, di utilizzare i finanziamenti ottenuti per l’acquisto di titoli di Stato: è così avvenuto che i finanziamenti concessi per concedere credito a famiglie e imprese sono andati a sostenere il debito pubblico dello Stato.

Tltro: i numeri in campo
Secondo le stime nell’asta di domani le principali banche italiane dovrebbero richiedere finanziamenti per circa 26 miliardi di euro. A questa somma, già di per sé ragguardevole, vanno ad aggiungersi i circa 23,3 miliardi di euro richiesti alla BCE nella prima asta degli Tltro, tenutasi nel Settembre scorso.
In base alle regole dettate dalla Banca Centrale Europea, le banche italiane hanno la possibilità di ricevere fondi che possono arrivare fino al tetto massimo del 7% dei finanziamenti concessi a famiglie e imprese (finanziamenti che, tuttavia, non tengono conto dei mutui) alla data del 30 Aprile 2014. Si tratta di una quota stimata a circa 75 miliardi di euro totali, che verranno assegnati in diverse trance alle banche che si sono sottoposte all’asset quality review voluta dalla BCE.
Come già avvenuto a Settembre anche nell’asta di domani i prestiti di importo maggiore saranno ottenuti da Unicredit, che ha già ottenuto 7,75 miliardi e che domani punta a ottenerne 2,5, tramite le controllate estere; Intesa San Paolo che domani dovrebbe richiedere 8,5 miliardi, dopo averne già ottenuti 4 e MPS che domani richiederà circa 3 miliardi di euro. Parteciperanno anche Ubi (3 miliardi), Banco Popolare (2,7 miliardi), Iccrea Banca (1,8 mld), Banca Popolare di Milano (1,5 mld), Banca Popolare di Vicenza (1,2 mld), Veneto Banca (950 milioni), Banca Popolare di Sondrio (748 milioni) e Carige (400 milioni). Restano fuori, dopo aver partecipato all’asta di Settembre: Mediobanca, Banca Popolare dell’Emilia, Creval e Credem.

Dove vanno a finire i finanziamenti della BCE
Al di là della panoramica e dei dati che testimoniano le ampie possibilità di finanziamento che la misura degli Tltro offre, quel che più interessa, per le sorti dell’economia italiana è la destinazione di questi finanziamenti. Quel che, infatti, doveva una misura messa in campo per avviare la ripresa economica, offrendo nuova liquidità alle banche che avrebbero dovuto allentare i cordoni delle loro borse e aumentare le possibilità di credito per famiglie e imprese, si è rivelata l’ennesimo fiasco.
Ciò perché le banche italiane hanno scelto di investire i denari ottenuti dalla BCE nello scorso Settembre, in titoli dello Stato. Come rileva la Banca d’Italia, nello scorso Ottobre sono stati investiti 18,4 miliardi di euro in BTp. In altri termini i due terzi dei 26 miliardi di euro a Settembre nell’asta Tltro sono andati a rimpinguare gli asset governativi, portandoli al livello di 414,3 miliardi di euro, una quota mai raggiunta prima dai titoli di Stato.

Chi guadagna e chi perde
Se appare scontato che, in questo meccanismo, a perderci è l’economia reale, ovvero quelle famiglie e quelle imprese che si vedono ancora negata la possibilità di ottenere credito utile a riavviare i consumi e l’imprenditorialità, sembra più dubbio capire chi ci guadagna.
Sicuramente il debito pubblico italiano viene sostenuto dall’acquisto di BTp ma sono le banche a ottenere il guadagno maggiore da questa operazione. Le banche, infatti, contraggono un debito con la BCE a tassi vantaggiosi (bassi) mentre investono a tassi più alti rispetto a quelli a cui sono state assoggettate quando hanno ottenuto i finanziamenti in Tltro dalla BCE. Si stima, quindi, che gli istituti di credito italiani, tra i più penalizzati dagli stress test della BCE, abbiano ottenuto circa mezzo miliardo di rendimenti dai solo Tltro ricevuti a Settembre.
Proprio per i risultati ottenuti a Settembre, che si vanno a sommare al livello di investimenti record delle banche italiane in titoli di Stato e al conseguente legame, sempre più stretto, tra debito pubblico italiano e banche, la BCE, consapevole del fallimento della prima asta dei Tltro di Settembre, ha deciso che nelle prossime aste, i prestiti erogati saranno vincolati a credito e investimenti nell’economia reale: solo in questo modo si può sperare che le prossime erogazioni di Tltro contribuiscano a ridare fiducia a famiglie e imprese.

Fonte: http://www.forexinfo.it/BCE-Tltro-domani-al-via-la-seconda

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