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Barclays punta su Unicredit e Ubi grazie alla migliore qualità del credito

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Fonte MilanoFinanza – Per puntare sulle banche italiane è meglio guardare al profilo di rischio degli asset piuttosto che alla valutazione relativa. E’ quanto sostengono gli analisti di Barclays dopo avere osservato che, a causa del riemergere delle preoccupazioni per la situazione in Italia, le banche di Piazza Affari hanno valutazione più attraente, scambiando con uno sconto del 50% sul proprio valore di libro.

La qualità del credito continuerà a pesare sulla redditività dei singoli istituti, impattando maggiormente su quelli che hanno un elevato tasso di crediti deteriorati non sufficientemente coperti. “Anche se il tasso di crescita annuo dei non performing loan in Italia sta rallentando, a novembre l’incremento è stato ancora a doppia cifra. Se il livello delle sofferenze bancarie dovesse restare alto a lungo, allora le banche che hanno una qualità dell’attivo inferiore saranno le più colpite”, ha avvertito Barclays.

Oltre a questo, l’esito dell’asset quality review della Bce ha mostrato che il settore italiano delle pmi è ancora molto fragile rispetto al resto d’Europa, con il rapporto tra crediti deteriorati e sofferenze particolarmente ampio, anche se la Banca d’Italia ha spiegato che la maggior parte dell’adeguamento al rapporto di non preforming loan per le banche italiane è dovuto ai criteri più severi utilizzati per classificare le pmi.

Inoltre, la percentuale di prestiti concessi a tali imprese è risultata quasi il doppio del resto d’Europa, senza considerare che la definizione di crediti in sofferenza adottata dagli istituti del Belpaese è in linea con quella dell’Autorità bancaria europea (Eba). Sulla base di queste premesse, Barclays ha tagliato le stime di fatturato degli istituti in media dell’1%-2% per riflettere la pressione sui margini, ipotizzando ora un tasso medio annuo di crescita dei ricavi del 2,7% nel periodo 2014-2017.

“Siamo convinti che tale crescita sarà raggiunta grazie al declino costante del costo della raccolta e alla forte generazione delle commissioni dell’asset management”, hanno spiegato gli analisti, abbassando il target price in media dell’11%. Barclays ha comunque ribadito la preferenza per Unicredit (overweigth e prezzo obiettivo abbassato da 7,90 a 6,70 euro) e per Ubi Banca (overweight e target price da 8,10 a 7,40 euro), che risultano le più interessanti sotto il profilo della generazione di cassa e della diversificazione della qualità dell’attivo.

Dal lato opposto della classifica Mps (underweight), su cui il prezzo obiettivo è stato più che dimezzato da 0,90 a 0,45 a causa dell’incertezza che aleggia attorno al titolo e per tenere conto dell’aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro già annunciato.

A fare compagnia all’istituto senese con rating underweight anche il Banco Popolare (prezzo obiettivo da 10,40 a 8,80 euro), mentre nel mezzo della classifica con un giudizio equalweight ci sono Bpm e Intesa Sanpaolo, il cui target price è stato rivisto, rispettivamente, 0,70 a 0,60 euro e da 2,70 a 2,60 euro.

Fonte: http://www.milanofinanza.it/news/barclays-punta-su-unicredit-e-ubi-grazie-alla-migliore-qualita-del-credito-201501191710294592

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