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Grecia: gli effetti del Quantitative Easing sulle elezioni del prossimo 25 Gennaio

arton24963

Fonte forexinfo.it – All’indomani dell’avvio del Quantitative Easing da parte della BCE sono arrivate subito le reazioni della Grecia: il premier Samaras ha sfruttato l’argomento per portare acqua al suo mulino ma servirà davvero a capovolgere le sorti del voto?

Il legame tra il voto in Grecia, fissato al prossimo 25 Gennaio, e il quantitative easing attuato ieri dalla BCE è stato reso evidente dallo stesso Mario Draghi che nel corso della sua conferenza stampa di ieri, dopo aver annunciato l’acquisto di titoli di stato in larga scala da parte della BCE ha fatto un riferimento velato, ma non per questo meno diretto, alla situazione economica attuale e futura del Paese considerato il fanalino di coda dell’Eurozona.

A proposito delle nuove emissioni titoli di stato che i vari Stati appartenenti all’Unione Europea metteranno in campo per ottenere nuova liquidità dalla BCE, è stato specificato che tutti i titoli di stato dovranno avere un rating investment grade (BBB-) anche se non verranno poste condizioni aggiuntive. L’unica condizione aggiuntiva che è stata posta, tuttavia, chiama in causa direttamente la Grecia, dal momento che l’unico caso in cui sarà possibile per la BCE acquistare titoli con un rating inferiore a BBB- è quello in cui i Paesi che emettano questi stessi titoli siano sottoposti a un piano di salvataggio o che continuino a sottostare alle condizioni poste dallo stesso piano di salvataggio.

Al di là del monito all’Italia i cui titoli hanno rating BBB-, una valutazione che al momento consente l’acquisto di titoli di stato ma che, qualora dovesse essere rivista a ribasso dalle agenzie creerebbe molti problemi, i diretti interessati di questa «clausola» sono proprio i greci, attualmente sottoposti a un piano di salvataggio, in scadenza il prossimo Febbraio, in cui la Troika detta le condizioni di risanamento del Paese e ne verifica costantemente la reale attuazione.

Più chiaramente, la regola dell’investment grade si configura quasi come la prima mossa della partita che le istituzioni europee dovranno giocare con Alexis Tsipras, qualora Syriza dovesse vincere le elezioni del prossimo 25 Gennaio, come molto probabilmente avverrà (a una settimana dal voto greco, stando alla media delle rilevazioni svolte da 12 istituti demoscopici, Syriza riceverà il 34,7% dei consensi; Nuova Democrazia, il partito del premier uscente Samaras, il 30,2%; i centristi di To Potami il 7,0%; i neonazisti di Alba Dorata il 6,2% e i socialisti del Pasok il 4,7%). Ciò perché la regola dell’investment grade è, di fatto, quasi un ricatto: se Tsipras decidesse davvero di chiedere una revisione, o addirittura un’interruzione, del piano di risanamento della troika, è già stato avvisato che il suo Paese può scordarsi l’acquisto di titoli di stato greci e, quindi, liquidità fresca da utilizzare per prestiti a cittadini e imprese.

A tal proposito occorre notare che il premier uscente Antonis Samaras ha colto la palla al balzo per utilizzare questo argomento a suo favore, affermando, in una dichiarazione comparsa sulla tv greca che

“La decisione di oggi della Banca centrale europea mette in chiaro che senza una conclusione della revisione con i nostri creditori sull’attuale programma che finirà nel giro di un mese, saremo esclusi”

La dichiarazione di Samaras è rivolta chiaramente agli elettori greci chiamati alle urne per domenica prossima, (e già molti preoccupati per l’esito della tornata elettorale) e sottolinea il fatto che, per quanto le decisioni della BCE possano essere di per sé positive per l’Europa, Atene non ne trarrebbe alcun vantaggio se non porterà a termine la revisione del programma di salvataggio dettato da Ue e FMI.

Anche se già da alcune settimane sono state intavolate trattative informali tra gli esponenti di Syriza e i rappresentati delle istituzioni europee (BCE inclusa), le varianti in gioco nel voto greco divengono sempre maggiori dal momento che, almeno in linea programmatica, Syriza ha già dichiarato che, in caso di vittoria alle prossime elezioni non intende ultimare l’attuale revisione, dal momento che ha posto tra le sue scelte di politica economica la rinegoziazione del debito pubblico e la cancellazione delle misure di austerity attualmente in vigore.

Fonte: http://www.forexinfo.it/Grecia-gli-effetti-del

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