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debt, Europe, growth, Italy

Il QE della Bce dimostra che la zona Euro nei fatti non esiste

Giancarlo Dall’Aglio per Commoditiestrading / Comandano i forti, da sempre e i forti sono quelli che hanno il potere economico dalla loro parte. Sto ascoltando i commenti a caldo sulla manovra delle Bce, che ha implementato il suo primo quantitative easing, annunciato da Mario Draghi non più di due ore fa: 60 mld al mese la quantità di acquisti stabilita, con obiettivo di riportare l’inflazione in Europa poco sotto la soglia del 2%.

I commenti che ascolto sono tutti positivi, a farli sono i protagonisti della finanza internazionale, che si guardano bene dal criticare la mossa della Banca centrale, ci mancherebbe.

Peccato che vi sia più di un elemento che non quadra e sono pronto a scommettere che non un solo centesimo di quegli importi arriveranno all’economia reale, non qui in Italia almeno.

Draghi ci dice che si è giunti ad un accordo all’interno del board per cui il rischio sarà condiviso a livello europeo solo per il 20% dell’ammontare di titoli di Stato acquistati e già questo punto basta ed avanza per chiudere subito la discussione. E mi spiego: l’80% dei rischi ricadono sulle singole banche centrali dei paesi europei e questo comporterà una ulteriore divaricazione tra i Paesi core e la periferia della zona Euro.

Il ragionamento è molto semplice: il “più Europa”, lo stare tutti insieme appassionatamente, esiste solo quando a guadagnaci è la Germania, che si ritrova da quasi 15 anni con una moneta svalutata rispetto al vecchio marco, traendone i vantaggi che sono sotto gli occhi di tutti. Eppure esisteva la condivisione, sempre per la Germania nel 2008, quando dopo il fallimento di L. Brothers le banche tedesche erano in difficoltà, la stessa condivisione adesso sparisce, se non per una minima percentuale (20%), quando a trarre vantaggio dal “paracadute” Bce, sarebbero gli Stati come l’Italia, relegata perennemente dietro la lavagna, a fare i compiti a casa.

Draghi, durante la sua conference call, ha risposto spesso in modo evasivo ai giornalisti che chiedevano conto del voto all’interno del board, ma ha rimarcato la necessità delle “solite” riforme strutturali che gli Stati europei devono compiere. Perché non chiama per nome queste riforme, perché non dice “abbattimento dei salari” a favore della competitività e del mantenimento in vita di uno zombie chiamato Euro? E’ sempre più chiaro, l’Europa, nei fatti non esiste, è solo un ologramma e l’Euro è il suo feticcio.

– See more at: http://www.commoditiestrading.it/spread-trading/Il-QE-della-Bce-dimostra-che-la-zona-Euro-nei-fatti-non-esiste-2257.aspx#sthash.EzwwVgU2.dpuf

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