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Europe

Le autorità europee chiudono ad ogni ipotesi di riduzione del debito greco: si arriverà allo scontro?

Fonte, AGI, Roma, 26 gen. – All’indomani del trionfo elettorale della sinistra radicale di Alexis Tsipras l’Europa serra le fila chiudendo ad ogni ipotesi di riduzione del debito greco.

“Abbiamo sempre detto che continueremo a lavorare con qualunque governo in Grecia purche’ rispetti gli impegni presi”, ha detto oggi il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem.
“Essere un membro dell’Eurozona implica che bisogna rispettare quello che si e’ concordato“, ha aggiunto, spiegando che i colloqui con le nuove autorità greche “cominceranno non appena sono pronti”.

Dijsselbloem ha sottolineato che l’Unione europea “ha gia’ fatto tanto per ridurre la pressione del debito greco” e ha precisato che non sembra esserci grande spazio per una riduzione, pur aprendo alla possibilità di estendere i termini del programma di aiuti. Categorica anche la Bce: “Non dipende da noi decidere che la Grecia ha bisogno di un aiuto” ha detto Benoit Coeure, membro dell’esecutivo dell’Eurotower, al giornale tedesco Handelsblatt, “ma è assolutamente chiaro che non possiamo partecipare a un taglio del debito che includa i bond greci depositati alla Bce. Questo – ha precisato – è impossibile per ragioni legali”.

Di regole “che vanno rispettate” ha parlato anche il numero uno del Fondo monetario ineternazionale, Christine Lagarde. “Non possiamo introdurre categorie speciali per questo o quel paese” ha detto a le Monde, ricordando che Atene deve completare le sue riforme: dalla raccolta delle tasse alla riduzione degli arretrati giudiziari. Sulla necessità per la Grecia di portare avanti le riforme e mantenere gli impegni presi è tornata anche la cancelliera tedesca Angela Merkel tramite il suo portavoce, Steffen Seibert. “Dal nostro punto di vista – ha spiegato Seibert – è importante che il nuovo governo agisca per accelerare la ripresa economica della Grecia. Questo significa anche mantenere gli impegni già presi”.

Mentre secondo il premier britannico David Cameron l’esito del voto di Atene “aumenterà l’incertezza economica” in Europa. Per il ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan, sul debito greco è necessario che i partner europei trovino “una soluzione compatibile con gli equilibri esistenti e sostenibile nel tempo”. Le elezioni e la vittoria di Syriza, ha detto Padoan, contengono “due importanti messaggi: il primo è che in Europa bisogna creare più crescita e più lavoro”, e il secondo è che “la soluzione di questo problema deve essere europea: dobbiamo lavorare tutti assieme per trovare un equilibrio fra compatibilità finanziaria e crescita e lavoro”.

Secondo le stime di Bloomberg, l’Italia è esposta verso la Grecia per circa 40 miliardi di euro, se si considerano i prestiti bilaterali e le quote di partecipazione nel fondo salva-stati Esm, nella Bce e nell’Fmi. Piu’ esposti solo la Germania (60 miliardi) e la Francia (46 miliardi).

Fonte, http://www.agi.it/economia/notizie/l_ue_gela_la_grecia_nessuna_ipotesi_di_riduzione_del_debito-201501261709-eco-rt10190?utm_source=twitter.com&utm_medium=Agi&utm_campaign=AGI

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