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E Tsipras avvertì la Germania: il debito in Grecia non sarà mai ripagato

Angela-Merkel

Fonte investireoggi.it – La Grecia non sarà mai in grado di rimborsare il debito, spiega Alexis Tsipras con una lettera aperta al popolo tedesco, scritta e pubblicata oltre due settimane fa. I suoi primi passi al governo vanno in questa direzione.

Mentre la Commissione europea serra le fila e cerca di mostrarsi disponibile al dialogo con il nuovo governo di Alexis Tsipras, ma senza tentennamenti sul rispetto degli accordi assunti da Atene con la Troika (UE, BCE e FMI), il vice-presidente Valdis Dombrovskis, ex premier lituano e considerato un fautore dell’austerità, nega che a Bruxelles si stia discutendo della possibile uscita della Grecia dall’Eurozona e si fa quasi scappare che il raggiungimento dell’intesa con i creditori, spostato dalla fine di dicembre alla fine di febbraio, potrebbe essere rinviato ancora di un paio di mesi o anche di sei mesi.

Parole, che rappresentano la spia di un allarme tra i commissari, perché se è vero che un’uscita dei greci dall’euro non farebbe vacillare la costruzione su cui si regge la moneta unica, grazie, in particolare, alle misure con cui la BCE ha nei fatto isolato il dramma ellenico, abbassando di molto il rischio di contagio, è altrettanto indubbio che sarebbe un tragico precedente, un esempio per altre economie in grande difficoltà nel Sud Europa, dove le politiche di austerità chieste dall’Europa per migliorare i bilanci pubblici vengono sempre più avversate.

Rinegoziazione debito Grecia e stop riforme

Il punto di rottura tra Grecia e resto dell’Eurozona dovrebbe arrivare su due punti: l’implementazione delle riforme e la rinegoziazione del debito pubblico. Tsipras chiede senza fronzoli che il debito verso i creditori pubblici venga cancellato per metà o due terzi. La Commissione sarebbe disposta, invece, ad allungare le scadenze e ad abbassare i tassi di interesse, mentre la Germania non si capacita di come si possa chiedere anche solo la ristrutturazione di un debito che non dovrà essere rimborsato almeno fino al 2020 e sul quale da qui ai prossimi 5 anni non vengono nemmeno chiesti gli interessi.

In ogni caso, qualcosa Tsipras la strapperà all’Europa, ma non quello che chiede, perché sarebbe uno smacco politico inaccettabile per gli elettori tedeschi, che metterebbero in croce il governo della cancelliera Angela Merkel, già accusato di avere “sperperato” fin troppi denari delle tasse per aiutare questo e quello.

Lettera di Tsipras ai tedeschi

A tale proposito, ci aiuta a capire il tutto la lettera aperta ai tedeschi che il premier greco ha pubblicato lo scorso 13 gennaio, a 12 giorni dalle elezioni in Grecia. Tsipras si rivolge al popolo tedesco, chiedendo di non farsi guidare dal pregiudizio, perché sarebbe una cattiva strada, specie nei momenti di crisi. Allo stesso tempo, chiarisce di non biasimare Berlino perché avrebbe prestato poco denaro alla Grecia, bensì perché ne avrebbe prestato sin troppo a una classe politica “cleptocratica”, che lo ha utilizzato non per aiutare la popolazione, ma per alimentare un circolo vizioso di aumenti delle tasse e di tagli alla spesa, che hanno fatto impoverire l’economia, facendo in modo che il debito salisse e che “non potrà mai essere rimborsato”.

Dunque, Tsipras è esplicito, quando si rivolge ai tedeschi e chiarisce loro che il debito greco non sarà mai rimborsabile, pur ammettendo che i due bail-out siano stati costosi pure per loro. Ma la vera rottura con la Troika potrebbe essere un’altra, ovvero quando tra le righe rifiuta di portare avanti le riforme imposte dai creditori, perché spiega che esse non sarebbero servite a migliorare l’economia ellenica, in quanto il governo Samaras (e chi lo ha preceduto) si sarebbe limitato ad attuare quelle norme che non configgessero con i privilegi accumulati dalla classe politica “cleptocratica” di Atene.

E fa un esempio: la crisi ha comportato la chiusura di migliaia di aziende, con la conseguenza che la produzione si è concentrata nelle mani di pochi oligarchi e i prezzi sono scesi meno di salari e stipendi, azzannando il potere di acquisto dei greci.

Quanto alla presunta ripresa di cui i media parlano, conclude, è un insulto alla verità: a fronte di un aumento del pil dello 0,7%, i prezzi sono diminuiti dell’1,8%, quindi, il pil nominale è diminuito nel suo complesso e questa non potrebbe essere chiamata ripresa, osserva.

Comunque la si pensi, la lettera è molto più esplicativa di mille dibattiti: Syriza non intende proseguire le politiche del recente passato e su questo punto non cederà. Per quanto non sia nei suoi piani un’uscita dall’Eurozona, che si pieghi alla Troika sembra fuori discussione.

Fonte: http://www.investireoggi.it/economia/e-tsipras-avverti-la-germania-il-debito-in-grecia-non-sara-mai-ripagato/

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