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Weidmann, crociata contro Draghi: “politica monetaria non è comprare titoli stato”

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Fonte WSI – I bond sovrani dovrebbero essere regolamentati. Non richiedono accantonamenti, per quello banche li comprano invece di erogare credito.

Il QE, per Jens Weidmann, è proprio un rospo difficile da mandare giù. “Come sapete, io sono scettico”, ha detto il presidente della Bundesbank e membro del Consiglio dei Governatori della Bce. “Ho sempre pensato che non ci fosse alcuna urgenza per questa misura, non ultimo per il fatto che gli acquisti di titoli di Stato non sono strumenti di politica monetaria come i tassi di interesse, tanto per fare un esempio”, ha precisato, parlando in occasione di un convegno sul federalismo e sulle regioni d’Europa che si svolge a Venezia.
Tra l’altro, “il rischio di una ampia e diffusa deflazione continua ad essere molto limitato”, confermando l’ossessione della Germania per l’inflazione.

Ma è la questione dell’acquisto di titoli di stato che sembra premere di più al numero uno della Banca centrale tedesca. Che ha lanciato infatti quasi un appello alla commissione di Basilea per la supervisione bancaria. La Commissione “ha un importante ruolo da giocare”: dopo aver “stretto le regole di capitale sulle banche”, deve “cambiare la regolamentazione dei titoli di Stato”. Si tratterebbe di un “passo importante”, perchè “rafforzerebbe la credibilità della clausola di non bail-out'”.

Le regole internazionali, ha aggiunto, stabiliscono che “i bond governativi emessi da paesi avanzati nella loro moneta sono valutati come asset senza rischi” e questo significa che “le banche non devono sostenerli con capitale e non ci sono limiti per larghe esposizioni su titoli di stato”. Ed è stato questo “trattamento preferenziale che ha portato le banche a investire in bond sovrani emessi dai propri paesi piuttosto che fornire credito al settore privato”.

Weidmann non rinuncia alla battaglia tesa a considerare i titoli di stato presenti nei bilanci delle banche come attivi ponderati per il rischio, invece che considerarli “risk free (senza rischi)”.

Infatti, al momento, le posizioni in titoli di Stato non richiedono alle banche di procedere ad accantonamenti ad hoc di capitale, per fronteggiare il rischio sovrano.

Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/article/1800120/weidmann-crociata-contro-draghi-politica-monetaria-non-e-comprare-titoli-stato.aspx

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