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L’Opec non fermerà la rivoluzione shale negli Usa

AlessandroPedrini Finanza&Mercati

Adnkronos

E’ molto difficile che l’Opec, il cartello dei Paesi produttori di petrolio, riesca a fermare la rivoluzione in atto nel mondo dell’oro nero ad opera dei produttori di olio di scisto, o shale oil, degli Usa. Ne è convinto Viktor Nossek, responsabile ricerca di Wisdom Tree Europe.

“La ripresa delle quotazioni del greggio – afferma Nossek – potrebbe realisticamente avvenire solo se l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (Opec) rinunciasse al proposito, nell’intento di preservare la propria quota di mercato, di far fallire i produttori di shale oil statunitensi”.

“In assenza di un’inversione di rotta – continua Nossek – la dichiarata volontà dell’Opec di non cedere nemmeno a fronte di prezzi parecchio inferiori ai 50 dollari al barile indica che l’eccesso di offerta difficilmente sarà assorbito in tempi rapidi. Sono inoltre poco chiare le eventuali ripercussioni sulla produzione di olio di scisto negli Stati Uniti”.

“Grazie al consolidamento dell’industria…

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