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Per le spese militari l’austerity non esiste

AlessandroPedrini Finanza&Mercati

Le spese militari non conoscono austerità. All’interno del budget del ministero dello Sviluppo economico per il 2015, nel capitolo “Partecipazione al Patto atlantico e ai programmi europei aeronautici, navali, aerospaziali e di elettronica professionali”, sono stati stanziati 2 miliardi 800 milioni (200 milioni in più rispetto all’anno scorso) per i caccia Eurofighter e altri investimenti aeronautici (in totale 1,4 miliardi), per le fregate Fremm (778 milioni più 60 di mutui) e il programma di blindati Vbm.

Nonché 140 milioni per il programma pluriennale da 6 miliardi per le nuove navi della Marina. Le organizzazioni Sbilanciamoci e Rete Disarmo hanno calcolato una spesa complessiva, per quest’anno, di 23 miliardi e mezzo.

Dettaglio finale: il fondo per le missioni internazionali di pace, incrementato di 850 milioni (per 2015 e 2016), avrà un canale preferenziale. A differenza degli anni scorsi, infatti, i soldi arriveranno subito, senza bisogno dell’approvazione del Parlamento.

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