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Europe, Italy

IN 4 ANNI ABBIAMO PAGATO 300 MILIARDI DI TASSE PER RESTITUIRE GLI INTERESSI. PER IL SEMPLICE FATTO CHE NON VOGLIAMO PRENDERE ESEMPIO DALLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI TEDESCA

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Fonte noisovrani.it – ll modello dovrebbe essere la KfW Bankengruppe, la Cassa Depositi e Prestiti tedesca.
Non si tratta nondimeno di una violazione dei Trattati Europei, ma al contrario di una loro stretta osservanza, prescritta dalla versione consolidata del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, ovverossia il Trattato di Lisbona entrato in vigore nel 2009 per gli stati membri. Il TFUE all’art 123, comma 1, proibisce esplicitamente alle banche centrali di finanziare il deficit statale, tramite la concessione di scoperti di conto oppure l’acquisto dei titoli del debito da parte delle banche centrali nazionali: “Sono vietati la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca Centrale Europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate «banche centrali nazionali»), a istituzioni, organi od organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali,agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali.”

Un divieto che non è previsto per gli istituti di credito pubblico, come previsto dall’art.123 al secondo comma, che recita: “Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell’offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati”.

Se l’Italia si dotasse di una banca pubblica, potrebbe chiedere direttamente il denaro in prestito alla BCE allo 0,05%, con un ingente risparmio per il bilancio dello Stato e finanziare il suo stesso debito pubblico, utilizzando l’istituto di credito pubblico per ricomprare i bond emessi dallo Stato italiano ad un tasso di interesse piuttosto basso. Si consideri che la spesa per interessi dell’Italia dal 2010 al 2013, è stata pari a circa 300 miliardi di euro; uno spreco enorme che poteva essere evitato, se si fosse proceduto alla creazione di un istituto bancario pubblico, previsto dai trattati.

( In attesa di avere la NOSTRA MONETA )

 

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