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KEYNES E L’ELEFANTE NEL SALOTTO

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A cura di Alberto Micalizzi – Keynes, i neokeynesiani e molti degli attuali fautori di politiche di intervento statale non si accorgono dell’elefante nel salotto.

Negli ultimi vent’anni lo sviluppo del sistema finanziario ha spostato il proprio baricentro sul DEBITO che rappresenta un aggregato incontrollabile e scollegato dalle reali esigenze dell’economia reale.

I RITMI DEI CICLI ECONOMICI SONO SCANDITI DALLE BOLLE SPECULATIVE, CHE SONO ONDATE DI DEBITO UTILIZZATE CON FINALITA’ POLITICHE.

Dalla bolla delle società internet di fine anni ’90 si è passati a quella immobiliare della prima metà degli anni 2000 per arrivare all’immensa bolla valutaria del decennio in corso….. trilioni di euro/dollari iscritti come DEBITI nei bilanci delle famiglie, delle aziende e degli Stati.

Il debito, privato prima e poi anche statale, ha creato un immenso polo magnetico che attira le risorse economiche prodotte con i sacrifici di tutti verso i veri catalizzatori che sono coloro che creano moneta dal nulla e alimentano il debito di tutti.

Il debito viene creato in tanti diversi. Sia tramite emissione di obbligazioni governative che tramite titoli derivati che mediante la svalutazione delle monete sovrane…. LA FINANZA MODERNA E’ L’ARTE DI CREARE DEBITI.

Questa nuova realtà è assente nelle analisi di Keynes…infatti Keynes:

1- non ha mai affrontato il problema del debito come sistema di governo
2- non ha trattato degli avanzi primari risucchiati dagli interessi sul debito
3- non ha tenuto conto della moneta creata dalle banche commerciali
4- non ha immaginato che la moneta fosse emessa da un organismo internazionale

Invocare Keynes è come buttare benzina sul fuoco…. una politica keynesiana, in questo contesto, è perfettamente compatibile con un’economia basata sul debito in quanto di per sé spingerebbe un governo ad indebitarsi ulteriormente, a svalutare la propria moneta, ed aumentare il processo di rarefazione di liquidità che è in atto.
Ricordiamolo, con Minsky, che Keynes considerò le crisi del sistema capitalistico come intrinseche al sistema stesso, non come evento straordinario….

Un modo nuovo di vedere il problema è USCIRE DALL’ECONOMIA BASATA SUL DEBITO a favore di una ECONOMIA BASATA SULLA PRODUZIONE E SULL’OCCUPAZONE.

E’ la produzione che deve riprendere il sopravvento, a partire dai settori strategici, dove il sistema Paese presenta vantaggi competitivi. In tutto questo LA MONETA DEVE ESSERE UNO STRUMENTO NEUTRO DI MISURAZIONE, NON UN DEBITO UTILIZZATO PER FINALITA’ POLITICHE.

Alberto Micalizzi

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