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Europe, USA

Draghi: “si vedono già effetti QE”. Yellen lancia alert petrolio

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Fonte WSI – Il numero uno della Bce lancia per un monito ai governi e auspica in futuro “un’ulteriore condivisione della sovranità con le istituzioni comuni”.

Il presidente della Bce Mario Draghi plaude alle misure varate dall’istituto, in particolare la decisione di lanciare a fine gennaio il QE. “Abbiamo già visto alcuni effetti positivi delle nostre misure”, nello specifico relativamente alle “condizioni finanziarie del mercato dei bond nell’eurozona” e al “calo marcato” dei tassi dei prestiti a famiglie e imprese. In occasione di un intervento all’Europarlamento, Draghi ha anche parlato di “miglioramento sensibile” della fiducia di imprese e consumatori.Draghi ha però anche lanciato un monito ai governi, precisando che “la politica monetaria da sola non può creare crescita, può solo determinarne le condizioni necessarie” perché “poi ci deve essere un ambiente propizio”, dunque è fondamentale “realizzare le riforme strutturali necessarie”.

Di conseguenza, è stato lanciato di nuovo l’appello sui “conti pubblici in ordine e, in particolare nell’attuale congiuntura” e sulla necessità di avviare riforme “decisive delle strutture economiche” dei paesi dell’eurozona le cui “economie devono diventare più resistenti”. Draghi ha auspicato anche “un’ulteriore condivisione della sovranità con le istituzioni comuni”.

L’inizio ufficiale del QE è alle porte: l’acquisto di titoli di stato pubblici e privati prenderà infatti il via da marzo, per un valore di 60 miliardi di euro al mese; l’obiettivo, ha reiterato il numero uno della Bce, è continuare fino a “settembre 2016” o anche al di là, per fare in modo che l’inflazione, attraverso un “aggiustamento sostenuto”, si riavvicini al target del 2%.

Dagli Stati Uniti, in occasione della sua seconda audizione al Congresso, il presidente della Fed Janet yellen ha avvertito sugli effetti del crollo dei prezzi del petrolio, sottolineando che, pur essendo un vantaggio per la crescita, il calo può tradursi anche in una perdita di posti di lavoro e a avere conseguenze sull’inflazione americana.

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