//
you're reading...
Italy

ll Sistema Fiscale Italiano di fronte ad una mamma ed al suo bambino…

di Claudio Mazzoccoli (Associazione Articolo 53)

a535La cose stanno prendendo una butta piega. Come per la “tassa sui balconi”, le accise sui carburanti, le mille tasse e balzelli che ancora costellano la galassia di un Sistema Fiscale che somiglia sempre più ad un acquedotto talmente pieno di falle da perdere il 25-30% della portata, arriva la Bit Tax.  La “Tassa sulle trasmissioni digitali (Bit Tax)”  si affaccia tra le pieghe della Delega fiscale. Stando a quanto si legge dalla stampa, si tratterebbe di una proposta avanzata da Franco Gallo, ex presidente della Consulta e attuale capo della Commissione che sta elaborando i decreti attuativi della Delega Fiscale, durante un’audizione alla Commissione Finanze della Camera nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulla fiscalità digitale. In realtà si tratta di una proposta avanzata nel 1995 da un professore americano e mai realizzata…”.   Pensateci un pò..  Dal 1948 abbiamo una Costituzione MAI REALIZZATA che ha, al suo interno, l’Articolo 53, in grado di dare equità e progressività al sistema fiscale, consentendo in modo naturale ed equilibrato la Redistribuzione del Carico Fiscale e quindi del Reddito e della Ricchezza nazionale e questi  cosa ti vanno a raccattare ? Una proposta di un professore americano del 1995 e mai presa in considerazione !!!!         
_________________________

L‘articolo meno Attuato

Rimando ai testi citati in bibliografia per l’approfondimento tecnico -giuridico dell’ Articolo 53. Questo articolo rappresenta la chiave per attuare la Costituzione, dal momento che definisce COME, QUANDO e PERCHE’ si devono pagare le Tasse allo Stato. Questo articolo della Costituzione, mai attuato nella realtà, rappresenta uno degli  atti più coraggiosi da parte della Assemblea.
In esso, infatti, si vincola il PERCHE’ al CONCORSO ALLE SPESE PUBBLICHE. In esso si stabilisce, unendo in una espressione i due commi, che  IL CARICO FISCALE GRAVANTE SUL CITTADINO DEVE ESSERE PROGRESSIVO RISPETTO ALLA EFFETTIVA CAPACITA’ CONTRIBUTIVA e DEVE ESSERE TALE DA ASSORBIRE  GLI EFFETTI INIQUI DELLE TASSE SUI CONSUMI.   

Questo hanno detto i Costituenti ma questo NON lo hanno fatto i politici.  Chi aveva ragione ? Secondo noi i Costituenti.. Secondo voi ?  Ci hanno messo 50 e più anni a smontare questi  principi limpidi come acqua di sorgente: il criterio della Capacità Contributiva, il criterio della Progressività ed il criterio di uguaglianza dei cittadini di fronte alle leggi tributarie.  Sono i pilastri dell’Articolo 53 , quello che attende ancora di essere attuato.  E che nessuno creda che il Sistema che vediamo è colpa della Costituzione, in quanto è tutta opera del politico e del suo connubio con il popolo italiano…       

Nel tempo, credetemi, siamo andati regredendo ed anche pericolosamente. Sapete perchè ?  Perchè stiamo vivendo da decenni un incubo in cui sembra prevalere il “mordi e fuggi”, in cui si coglie l’attimo, in cui l’istinto di sopravvivenza tipico della natura si mescola con l’istinto di sopraffazione tipico dell’uomo.
Cosa nasce da questo ? L’ISTINTO DELL’IMBECILLE.  E chi lo cavalca miete consenso di basso valore ma a bassissimo costo. Il Pensiero dei Costituenti è ben altro: è quello di tutti gli onesti cittadini, ma non quello dei Politici. Una prova ?  Eccola e ditemi chi non è d’accordo :

Parte 1 Ho sempre pensato che chi ha dieci mila  euro di  reddito e ne paga mille allo Stato, con l’aliquota del 10 per cento, si troverà con 9 mila euro da impiegare per i suoi bisogni privati; mentre chi ne ha centomila, dopo aver pagato l’imposta del 10 per cento in base alla stessa aliquota, si troverà con una disponibilità di 90 mila euro.


Parte 2  
È ovvio che per pagare l’imposta il primo contribuente sopporta un sacrificio di gran lunga maggiore del secondo, e che sarebbe equo alleggerire l’aggravio del primo e rendere un po’ meno leggero quello del secondo. Si può discutere sulla misura e sui limiti della progressione; non sul principio”.

Chiaro ? Eppure sbagliano tutti, dagli Economisti ai Giornalisti, dai Politici ai blasonati Professoroni passando per i Sindacalisti: persino Grasso, attuale Presidente del Senato sbagliò…

La chiamano “Proporzionalità” ed è  quella che ho descritto nella Parte 1, in cui pagano allo stesso modo ricco e povero, cosi’ che il ricco resta tale ed il povero lo diventa ancor di più.  E’ quello che stabiliva 160 anni fa il Regio Statuto Albertino all’articolo 25. E’ quello che  vorrebbero Salvini e Berlusconi chiamandola “Flat Tax”: Fare pagare tutti allo stesso modo:  Il Ricco come la Mamma  con un Bambino….  Giusto? Secondo il Costituente è incivile Ma vediamo nei fatti e nei numeri come vanno le cose.  Mettete in carica la calcolatrice e partiamo  Chi vuole confrontarsi con i numeri ha nella Bibliografia materiale da leggere in abbondanza.

Quello che ho descritto nella Parte 2 si chiama “Redistribuzione del Carico Fiscale” ed è il cuore dell’Articolo 53 e della Costituzione. Ve lo hanno mai detto ?  Avete sentito mai qualcuno chiedere in Parlamento questa cosa che si chiama “Progressività” ?  

_______________________________________

Vediamo la realtà viva di una madre con il suo neonato.  La persona ha un reddito lordo di 1.500 Euro al mese  su 14 mensilità.  Ecco come la vede il Sistema Fiscale attuale .

Indipendentemente da quanto il bambino piange, mangia o si ammala,  5000 Euro della mamma sono scomparsi nel nulla perConcorrere alle Spese Pubbliche.. Lo Stato, al posto della Deduzione completa delle spese primarie, concede le cosiddette “agevolazioni fiscali”, viste come elargizioni o meglio “elemosina non gratuita”.         
Alla fine, in tasca, alla mamma restano 1.400  Euro al mese.  Vediamo quanto le costa la elemosina dello Stato..

La vita è cara.  Molto cara..            
A causa dei governi che non hanno controllato l’equilibrio prezzi salari, alla introduzione dell’Euro,  quello che si comprava sino al giorno prima con 1.000 Lire, si comprava con l’equivalente di 2.000 Lire. Non è un segreto che un mare di ricchezza è passata di mano in quel periodo in cui i prezzi raddoppiarono ( Periodo del “1000 Lire= un Euro”) . Nulla si crea, nulla si distrugge. Cambia solo di stato.  Il denaro è passato da alcune categorie alle altre….

In queste spese, come si nota, non c’è nulla di lussuoso, nulla di trascendentale. Anzi, a vederle bene, sono spese da miseria.  In questa situazione abbiamo un esempio vivo, per quanto doloroso, di cosa siano le spese effettuate dal cittadino per soddisfare i bisogni elementari di vita suoi propri e di coloro ai quali, per obbligo morale e giuridico, deve provvedere.

NB Solo l’ allattamento naturale evita a questa madre un ulteriore esborso per il latte in polvere.

La situazione del bilancio familiare è negativa.  Nel caso che proponiamo sono i genitori della mamma a bilanciare per quel che possono il disavanzo.  (250 Euro al mese circa)

******* Ma non è finita qui.  ! *************
Se la mamma è onesta e compra tutto dove le fanno lo scontrino e si fa rilasciare regolare fattura,  le viene chiesto di concorrere ulteriormente alle spese pubbliche tramite IVA, Accise, Bolli e Canone TV. Sono altri soldi che lo Stato chiede IN AGGIUNTA, dal momento che, contrariamente a quanto prescritto dai Costituenti, in denunzia l’IVA non compare mai. Eppure, per chi la versa, è  sempre  “Concorso alle spese pubbliche” e dovrebbe quindi essere conguagliato il tutto in sede di denunzia.  Sapete che cosa significa, cari lettori ?  Che la tassazione sui consumi è considerata AGGIUNTIVA e questo è gravissimo perchè va contro la indicazione della Assemblea Costituente che fu precisa al riguardo

 ..l’onere tributario complessivo gravante su ciascuno risulti informato al criterio della progressività. Ciò significa che la progressione applicata ai tributi sul reddito globale o sul patrimonio dev’esser tale da correggere le iniquità derivanti dagli altri tributi, ed in particolare da quelli sui consumi..

Ma quale correzione ! Forse correzione al rialzo. Infatti, anche se la mamma si mantenesse fin dove può nelle spese, anche se evadesse il Canone RAI, dovrebbe spendere  non meno di 474 Euro di tasse in più per vivere stavolta indirette e regressive, ma sempre tasse. 
 

Queste cose  ve le hanno mai dette i partiti per cui continuate a votare ?
Che nell’anno dovete sommare quello che spendete di IRPEF con quello che spendete di IVA  per capire in che modo concorrete alle spese pubbliche ?  E che vi dovrebbe essere dato in modo per correggere gli effetti regressivi delle tasse indirette (come l’IVA , le Accise, etc. ) in sede di denuncia dei redditi in modo che ciascuno possa “Sopportare” il carico fiscale ?

******* Ma non è finita qui.  !
*************
Abbiamo detto che questa mamma (che la Corte dei Conti definirebbe autolesionista)  si deve fare dare dei soldi dalla famiglia per poter pagare le imposte e l’IVA.   Non avendo casa di proprietà non deve versare tasse sugli immobili…   Se queste avessero  carattere di Concorso alle spese pubbliche,  sarebbe una terza tassa aggiuntive senza nessuna correzione.

Ma cosa accade nel frattempo dell’IVA che la mamma ha pagato ?  Sono tasse, ma questo Stato e questo Sistema Fiscale “non se ne accorgono” …  Tanto è vero che  la mamma è chiamata a versare  l’IRPEF su questa IVA.   In questo caso sono ulteriori  128 Euro che vengono pagati come “tassa sulla onestà”. Perchè la chiamiamo “tassa sulla onestà” ?   Perchè la paga solo chi è onesto..  Quindi , udite udite, non solo chi è onesto è bastonato, ma paga anche una tassa in piu’……  Si tratta  di una parte dell’IRPEF che non sarebbe dovuta se la mamma avesse comprato  “Tutto A NERO

Ma guarda un pò!  Per questo Sistema Fiscale un cittadino onesto che non può dedurre quello su cui ha pagato l’IVA è  visto dallo Stato esattamente come uno che ha comprato tutto a nero. 


******* C’è di peggio  !
*************
Sostanzialmente abbiamo dimostrato  che, dal momento che un cittadino assolutamente onesto ma che non ha modo di presentare e dedurre le sue spese  è visto dallo Stato allo stesso modo di un evasore totale o parziale, ne risulta che il cittadino onesto dovrà non solo versare le tasse anche per chi evade, ma sarà chiamato (e solo lui..)  a versare l’ IVA e la “tassa sull’onestà”  che, si badi bene, a seconda della quantità di acquisti, può arrivare al 5-10% della IRPEF versata.  La ragione è semplice.  Contrariamente a quanto indicato dal Costituente, in Italia, attualmente, si viene tassati non solo sul reddito ma anche ogni volta che si mostra della “capacità di spesa”..   La chiamano “Manifestazione di ricchezza” e questa deve essere immediatamente tassata.
Facciamo un esempio:  se comprate  una penna, significa semplicemente che state mostrando il bisogno di scrivere………
Ma se vi fate fare lo scontrino, lo Stato presuppone che, se potete comprare la penna, state dimostrando una capacità contributiva per lo meno superiore al valore della penna :  su questa capacità appena mostrata, dovete pagare anche una tassa  Tassa regressiva , ovviamente, che penalizza i redditi bassi diventando
sempre meno sensibile al crescere del reddito.

Indipendentemente da quello per cui spendete, la vostra capacità contributiva si espande dunque sempre piu’ per lo Stato. Ma, attenzione:  per questo sistema fiscale il tutto accade SOLO SE SIETE ONESTI !!!!!        

******* Che direbbe l’Articolo 53  ? *************
Se ai redditi di questa mamma (21.000 Euro)  DEDUCIAMO le spese per i bisogni elementari (vita, manutenzione ed efficienze della casa, studio, scuola, educazione, spostamenti per lavoro)  e con essa l’IVA versata, otteniamo il seguente valore di Effettiva Capacità Contributiva.


Questa donna, quindi, non solo non dovrebbe pagare NULLA di TASSE (recuperando 5.000 Euro sull’anno) ma dovrebbe vedersi restituire l’IVA versata dal momento che NON HA CAPACITA’ CONTRIBUTIVA
..
Invece lo Stato ha trasformato il concetto di Capacità Contributiva in “qualsiasi manifestazione di ricchezza”.
Il concetto diventa quindi che, indipendentemente dai bisogni della vita reale e dignitosa, prima si devono pagare le tasse
(anche per quelli che evadono o che possono pagare meno, come nel caso degli studi di settore e dei tanti regimi forfetari) e poi, con quello che avanza, si può tentare di sopravvivere..       

Quello che dice l’Articolo 53 è scolpito nelle seguenti parole del Costituente ed è di senso diametralmente opposto.

–>..Non si può negare che il cittadino, prima di essere chiamato a corrispondere una quota parte della sua ricchezza allo stato, per la soddisfazione dei bisogni pubblici, deve soddisfare i bisogni elementari di vita suoi propri e di coloro ai quali, per obbligo morale e giuridico, deve provvedere. Da ciò discende la necessità della esclusione dei redditi minimi dalla imposizione; minimi che lo Stato ha interesse a tenere sufficientemente elevati, per consentire il miglioramento morale e fisico delle stesse ed in definitiva anche all’aumento della loro capacità produttiva.Da ciò discende pure che debbono essere tenuti in opportuna considerazione i carichi di famiglia del contribuente.  Sono, questi, aspetti caratteristici di quella capacità contributiva,che la formulazione dell’articolo concordato pone a base dell’imposizione.

–>..l’onere tributario complessivo gravante su ciascuno risulti informato al criterio della progressività. Ciò significa che la progressione applicata ai tributi sul reddito globale o sul patrimonio dev’esser tale da correggere le iniquità derivanti dagli altri tributi, ed in particolare da quelli sui consumi.. “

 ******* Conclusione   *************     
Va da sè che se tutte le mamme d’Italia potessero mettere in deduzione tutte le spese necessarie e potessero dedurre al contempo l’IVA versata, mediante strumenti elettronici o mediante presentazione di scontrini e fatture, con il semplice incrocio dare-avere  si avrebbe una immane emersione del sommerso.  

Basterebbe infatti eliminare gli studi di settore per riportare tutti i cittadini ad essere UGUALI di fronte alla legge tributaria .       
La applicazione di aliquote molto  progressive, applicate stavolta alla effettiva capacità contributiva porterebbe un gettito fiscale molto più elevato e comunque assolutamente redistribuito in modo equo.     
Basti pensare a quanto pagherebbe di imposte una persona con la Capacità Contributiva dei percettori di Pensioni d’Oro o al fatto che verrebbero fuori un numero consistente di evasori parziali o totali in grado di concorrere finalmente alle spese pubbliche al posto dei super-tartassati di oggi.

Advertisements

Discussion

No comments yet.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

acquista ABC ITALIA, edizione 2016

Click here to download “Brexit?”, Fugazzi’s new book on the EU Referendum

ABC Economipedia, 2nd edition now out!

London One Radio

PIL – Professionisti Italiani a Londra

%d bloggers like this: