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FMI stoppa il contropiede di Atene: niente deroghe a scadenze

Non è mai successo negli ultimi 30 anni. Precedenti non hanno prodotto risultati positivi. Salgono chanche di default e Grexit. Continua fuga depositi.

WSI – Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale gela la Grecia, che sperava di ottenere lo slittamento delle scadenze sui pagamenti dei quasi 750 milioni di euro di debito che deve all’istituto di Washington entro il 12 maggio.

Christine Lagarde ha osservato che non è successo in 30 anni di tempo e che in passato “i precedenti non hanno prodotto risultati molto produttivi”. Il Fondo non ha mai concesso una simile proroga a paesi industrializzati, bensì solo a economie in via di Sviluppo.

Il no del Fondo rende sempre più probabile un evento choc di Grexit, ovvero l’uscita di Atene dall’area euro. Se il paese dovesse fare default sul debito, verrebbe con ogni probabilità espulso dal blocco a 19.

Intervenuta alla riunione primaverile del Fondo a Washington, Lagarde ha confermato di aver chiarito al governo greco le politiche del fondo e i motivi della richiesta di una riprogrammazione delle scadenze da parte del ministro delle Finanze ellenico. Da parte sua Yanis Varoufakis ha smentito di aver fatto una simile richiesta.

Secondo le indiscrezioni del Financial Times Atene ha chiesto più tempo per restituire i soldi. Il debito in scadenza non si ferma solo alla somma dovuta ai creditori di Washington (vedi tabella a fianco).

Il consiglio dell’economista francese alla Grecia è di avviare le riforme dell’economia necessarie e varare un piano di implementazione credibile, piuttosto che sperare di ottenere un accordo politico con i creditori, che sblocchi una nuova tranche di aiuti da €7,2 miliardi.

La stabilità in Grecia “non si raggiunge con un’intesa all’ultimo minuto, ma si ottiene studiando misure, impegnandosi a riformare il paese e calcolare quale sarebbe il risultato così ottenuto”.

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Continua la fuga dai depositi in Grecia. Altri 5,27 miliardi sono stati prelevati dai conti bancari in marzo.

Ieri le chance che il debito ellenico faccia default nel giro di 5 anni sono salite a quasi l’80% secondo i mercati dei Cds, i contratti per assicurarsi contro l’insolvenza delle finanze pubbliche di un paese.

Intanto continua la fuga dei depositi dalle banche. In marzo altri 5,27 miliardi di euro sono stati prelevati dai conti bancari. Le passività complessive del settore finanziario, a cui Draghi ha garantito assistenza d’emergenza tramite il canale di finanziamento ‘Ela’ (Emergency Liquidity Assistance), ora si attestano a 96,427 miliardi di euro.

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