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Europe, USA

TTIP, C’E’ CHI NON LO VUOLE. SE DIETRO ALLE DOP E IGP C’E’ IL GAS DELLA RUSSIA…

da Agricolae / Non solo agroalimentare per il Ttip, per il quale ha preso il via il non round di negoziati, ma anche gas. Anzi, soprattutto gas. Proprio per “colpa” dei forti interessi che sono legati a quest’ultimo potrebbero infatti nascere delle complicazioni in Parlamento europeo su tutto il resto. In una frase: gli interessi sul gas possono danneggiare quelli relativi al nostro made in iIaly agroalimentare. Che nel “pacchetto” del negoziato transatlantico Ue-Usa ci sia anche la fornitura del gas è cosa nota: al termine del recente vertice Ue-Usa, il capo di Stato americano ha annunciato che le due parti si sono accordate sui passi per aumentare la crescita e che quando ci sarà l’accordo di libero scambio la concessione di licenze per “l’export del gas americano sarà più semplice“. Una notizia dalla forte valenza nel “contesto geopolitico attuale– per dirla con le parole di Obama – ”. Fatto sta che non si perde tempo e “gli Stati Uniti – sempre a detta del presidente – hanno già autorizzato l’esportazione verso l’Europa di gas naturale americano”.

Cosa questa che non c’è dubbio, ridurrebbe la dipendenza energetica degli alleati dalla Russia sganciando di fatto l’Europa dal “ricatto” energetico del Cremlino. D’altronde già i ministri del G7 si sono impegnati da tempo a trovare soluzioni alternative per diversificare le fonti di energia dell’Unione europea e far fronte alle difficoltà legate alla crisi Ucraina. Questione ancora più “calda” in un momento in cui l’embargo russo comincia a mostrare i suoi primi reali effetti con un calo – solo per quanto riguarda l’interscambio con l’Italia – di 5,3 miliardi di euro sul 2013 e una contrazione nelle esportazioni dell’11.6% pari a 1,2 miliardi.

obama-bestIn questo contesto, il partito di Marine Le Pen ottiene un prestito di nove milioni di euro dalla First Czech russian bank, istituto di credito di Roman Yakubovich Popov, uomo vicino al premier Medvenev e al presidente Putin al fine di “riempire” le casse vuote del Front National. Un prestito “frutto – ha spiegato il tesoriere del Front National, Wallerand de Saint-Just – di un lavoro tecnico che ho compiuto negli ultimi quattro mesi, un’operazione perfettamente normale e regolare. Avrei preferito una banca francese, o anche una europea per una questione di vicinanza e di lingua, ma nessuna è più disposta a darci un centesimo”.

Il Front National, si sa, ha “sposato” in Europa la Lega di Matteo Salvini. Fatto sta che nel Parlamento europeo – da quanto apprende AGRICOLAE – sembrerebbe che stia crescendo il numero di deputati “contrari” al negoziato che di fatto “danneggerebbe” il mercato energetico di Putin togliendo “potere” in Europa alla Russia. Pesche, mele ed ortofrutta? Ci si preoccupa tanto delle denominazioni di origine, delle eccellenze tricolore Dop e Igp, ma dietro c’è il gas..

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