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1 Maggio. Festa del Lavoro. Ma il Jobs Act non decolla, disoccupazione arriva al 13%

Commento a cura del fondatore di ABC Economics, Stefano Fugazzi – Qualche amico del Pd l’ha definita “la più grande riforma” mai fatta in Italia dimenticandosi di un “dettaglio”: il lavoro non lo si crea per decreto ma deve essere la domanda aggregata a farlo. E nel frattempo la disoccupazione continua la sua ascesa. Ma c’era da aspettarselo. Prima che riparta l’occupazione deve ripartire il PIL. E quando riparte il PIL e la domanda aggregata…  Buon primo maggio da parte della redazione di ABC Economics

AlessandroPedrini Finanza&Mercati

Adnkronos

Dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio e lalieve crescita a febbraio, a marzoil tasso di disoccupazione sale ancora di 0,2 punti percentuali, arrivando al 13,0%. Su base mensile i disoccupatiaumentanodell’1,6% (+52 mila). Nei dodici mesi il numero è cresciuto del 4,4% (+138 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,5 punti. E’ quanto emerge dai dati provvisori diffusi dall’Istat.

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo gennaio-marzo 2015 risultano in calo sia il tasso di occupazione (-0,1 punti percentuali) sia il tasso di disoccupazione (-0,2 punti), a fronte di una crescita del tasso di inattività (+0,2 punti). A marzoil numero di giovani disoccupati, mostra una lieve crescita su base mensile(+8 mila, pari a +1,2%). L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari all’11% (cioè poco più…

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Discussion

One thought on “1 Maggio. Festa del Lavoro. Ma il Jobs Act non decolla, disoccupazione arriva al 13%

  1. In presenza di una recessione economica causata dal potere d’acquisto perso da 38 milioni di buste paga e pensioni non ci sono sgravi fiscali e contributivi che possano riattivare il potere d’acquisto perso citato. Potere d’acquisto perso,negli ultimi 30 anni (1984/2014) di circa il 510%, dal saldo negativo aumenti di reddito e aumento dei prezzi e del fisco,a vantaggio dei redditi da Partita IVA ,da azionariato di vario tipo e dalla finanziarizzazione dell’economia! E’ chiaro che queste categorie di persone non possano consumare, con i loro colossale aumento di reddito non registrato dal loro regime fiscale monarco/fascista, tutto quello che consumavano quei 38 milioni di buste paga e pensioni.
    La conseguenza è stata, prima con il taglio della scala mobile, la stagnazione economica e poi,con il cambio 1000 lire = 1 euro nel rapporto aumento dei prezzi/redditi fissi e non di 1936,27 lire = 1 euro, la recessione economica. Per cui, le imprese, non avendo ordinativi hanno chiuso le aziende e licenziato i dipendenti. Quindi come detto non esistono sgravi fiscali e contributivi che tengano senza una riattivazione sostanziale,gli 80 euro soni finiti nel risparmio, della domanda dei redditi fissi!
    C’è solo una Vera Politica Fiscale da Attuare redistributiva, e questa risiede nell’applicazione dell’articolo 53 della Costituzione!

    Posted by roberto | May 1, 2015, 8:23 am

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