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Europe, USA

I tassi di interesse delle banche centrali in tempi di crisi

Un lettore ci fa notare che

“La FED dovrà prima o poi alzare i tassi di interesse che lo voglia o meno, poiché altrimenti non facendolo, quando la recessione sopraggiungerà (entro 24 mesi a mio modo di vedere), il FED avrà “zero” potere per combatterla. Se il dollaro sarà “flat” a 0%, e avendo già usufruito di un pesantissimo QE, non vedo cosa gli USA potranno fare per combattere la recessione. Da cui alzare i tassi di interesse quest’anno potrebbe essere uno stratagemma per poter affrontare la imminente, a mio vedere, recessione (Ri-abbassando tassi di interesse). Ovviamente Yellen si trova in mezzo a due fuochi, e qualsiasi decisione creerà un pesante effetto sull’economia. Come la vedi?”.

Risposta di Stefano Fugazzi:

Quella del rialzo dei tassi di interesse è una sorta di partita a scacchi iniziata, in realtà, dalla Banca d’Inghilterra che già lo scorso anno, con l’insediamento del nuovo Governatore Mark Carney, aveva annunciato l’intenzione di portarli sopra gli attuali 50bps. Per via della bassa inflazione (e questa è la versione, ehm, scusa ufficiale fornita dal Board della Banca d’Inghilterra) adesso la decisione è attesa per l’ultimo trimestre dell’anno (anche se i mercati credono essa verrà rimandata al 2016). Il sottoscritto è dell’avviso che la titubanza è dovuta anche , anzi, soprattutto allo stock complessivo di indebitamento privato cfr. un mio editoriale di un mese fa sulla suddetta questione.

Regno Unito, la risalita dei tassi BOE sarà graduale per scongiurare crack immobiliare – Link: https://abceconomics.com/2015/04/27/tassimutui/

Per quanto riguarda gli Usa, probabilmente l’ex Governatore della Fed, Alan Greenspan, passato alla storia per aver fatto dei tassi di interesse la sua unica opzione in materia di politica monetaria statunitense, probabilmente avrebbe concordato con te: “alziamo i tassi fino a quando ci è possibile farlo così da avere un margine di manovra”.

Devi tuttavia considerare alcune cose:

In primis, il nuovo Governatore Yellen, al pari di Carney in Inghilterra, si è già bruciata la carta del rialzo qualche mese fa quando i dati macroeconomici erano decisamente più incoraggianti. Poteva intervenire allora ma non l’ha fatto. Perché? Probabilmente per paura di destabilizzare i mercati finanziari. Ma anche se così fosse stato, quale giovamento avrebbe derivato l’economia reale (e la finanza) un rialzo di 25bps, considerando prematuro (anzi, fuori luogo!) uno step di 50?

In secondo luogo, non è mai una buona idea giocherellare con i tassi soprattutto quando i mercati, più che la decisione specifica all’ordine del giorno, valutano più attentamente i cosiddetti “forward looking statements” che oggi vanno tanto di moda.  Uscirsene con un “adesso aumentiamo tassi ma sappiate che poi tra pochi mesi faremo l’esatto opposto” terrorizzerebbe i mercati finanziari con la conseguente perdita di fiducia nei confronti del Governatore e del Board.

Per certi versi è quello che i “geni” della BCE hanno cercato di fare con i tassi BCE nell’aprile-estate 2011, con due aumenti di 25bps (quindi un +0,50% complessivo), salvo poi fare marcia indietro tra novembre e dicembre dello stesso anno con due riduzioni consecutive di 25bps (cfr. i due grafici in allegato).

Stefano Fugazzi (ABC Economics)

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Discussion

One thought on “I tassi di interesse delle banche centrali in tempi di crisi

  1. una strana e consolidata consuetudine di approfondire gli effetti sull’effetto. Così, spiegare cosa accadrebbe se si aumentassero i tassi descrive un probabile effetto senza che si pongono considerazioni che possano porre in evidenza le cause che l’hanno determinato e perchè occorra ricorrere all’altalena dei tassi tra ripresa apparente e recessione continua nel gioco infinito tra finanza speculativa e massa monetaria. Eppure, da qualche parte, un modello economico sostenibile dovrà pure essere concepibile se tutto è costruzione artificiale e, come tale, re-ingegnerizzabile.

    Posted by gtomei | May 30, 2015, 5:16 pm

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