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Europe

La vittoria di Pirro di Berlino

Fonte, Selvas.org,

Vittoria di Pirro del fondamentalismo immediatista  di Berlino
T. Pulsinelli – Per la terza volta in un secolo, la Germania ha distrutto l’Europa. Sotto le macerie rimane non solo la Grecia, ma il progetto stesso di un blocco continentale autonomo, equidistante, padrone del suo futuro, e in grado di annodare e conservare relazioni reciprocamente vantaggiose con il nuovo mondo emergente. A Berlino, ancora una volta, non vedono oltre gli interessi immediati di bottega, e dei fattorini delle contrade vassalle. Per imporre il monito fondamentalista del “non avrai altra moneta che la mia” o il  “non ci sará altra Europa che non sia questa“,  hanno interrato in una fossa comune anche la loro posizione egemonica e la rendita di posizione a media scadenza.

La nazione che si é avvantaggiata piú di ogni altra dei condoni sul debito -60% del suo debito estero cancellato alle porte degli anni 60- ha mostrato il pollice verso ad Atene, ha mandato in frantumi lo specchio illusorio della entitá-UE. Ha ferito a morte l’euro, vale a dire la moneta con cui i tedeschi si son fatti finanziare la loro ri-unificazione. Piú che soci maggioritari di una alleanza, hanno agito come gendarmi dell’usura. Mai prima d’ora, risalta con tanta solare evidenza che la  dittatura finanziaria non é una forzatura retorica, né uno slogan della propaganda. E’ banale cronaca politica.

Il triangolo Bruxelles-BCE-Berlino é un fatale triangolo delle Bermude perché il progetto-Europa delle elites non sta piú in piedi. E’ insostenibile perché costruito alla misura degli appetiti di un solo Paese e di una unica componente sociale. Finora si regge con la stampella di un esorbitante vassallaggio alla geopolitica di Washington e con l’introiezione coatta della sua ideologia neoliberista. Non vince né convince, potrá durare solo “governi tecnici”, ossia varianti tipologiche un tempo definiti o governi de facto o dittature costituzionali.

La dirigenza politica di Atene capitola inspiegabilmente nel momento di sua maggior forza, all’indomani della cristallina affermazione nel referundum. Crolla senza combattere e resistere. Per ora. Sicuramente Alexisis Tsipras non ha la stessa fibra dei Chavez, Evo Morales, Nestor Kirchner o Correa. Si chiude un capitolo con un epilogo drammatico: volontá popolore, suffragio universale e referundum non valgono-o non si equivalgono- ai voleri oscurantisti delle oligarchie.

Ci avvia verso una fase in cui non c’é piú spazio per la tattica, in cui gli interessi vitali degli europei meridionali non hanno piú nessuna rappresentanza istituzionale a Bruxelles. Dietro l’angolo c’é la radicalizzazione, la rivolta sarà estrema, forse anche violenta. Speriamo che l’Europa non conosca nessun “Caracazo” e nessuna repressione sanguinosa delle ribellioni popolari anti-FMI.
La visione geopolitica tipo “IV Reich” delle Merkell+Schäuble+Steinmeier ha incassato una vittoria di Pirro. Il futuro é giá scritto: é l’inizio della fine dall’euro e della entitá UE. Si approfondisce il processo di disgregazione-frammentazione che culminerà con una riduzione dell’attuale raggio di influenza della Germania. Ha imposto l’unilaterilismo, sostituendo gli accordi con la convenienza, e nella latitudine sociale del Mediterraneo se ne deve prender atto.
Fonte, http://selvasorg.blogspot.co.uk/2015/07/greciabruxelles-esulta-alla-fine.html?spref=tw
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