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World economy

La Cina svela le sue riserve auree…

Yahoo Finance/ Stamattina la Banca Nazionale Svizzera (BNS) ha pubblicato i dati settimanali sulla sua politica monetaria. La scorsa settimana l’ammontare totale del denaro liquido detenuto dalla BNS è salito lievemente, di 851 milioni di CHF, attestandosi a 460.858 di CHF, il che lascia intendere che la banca centrale sia rimasta attiva sul mercato dei cambi. La crescita dei depositi a vista è tornata a un ritmo “normale” dopo gli incrementi massicci delle due settimane precedenti, quando i depositi a vista totali erano balzati di 3,4 miliardi di CHF, perché la BNS era intervenuta per far indebolire il franco svizzero in un clima di avversione al rischio dovuto ai negoziati con la Grecia. Anche se gli operatori non credono che la BNS sia disposta a difendere il franco svizzero a tutti i costi, non sono nemmeno disposti a incorrere in perdite da negoziazione scommettendo contro la BNS. Ci aspettiamo quindi che l’EUR/CHF rimanga nella fascia compresa fra 1,06 e 1,0250.

Stanotte il prezzo dell’oro è crollato al minimo da 5 anni, sotto i 1.100 dollari all’oncia. La banca centrale cinese (PBoC) vuole che lo yuan sia incluso nel paniere dei diritti speciali di prelievo (SDR) dell’FMI. A tal fine, per la prima negli ultimi 6 anni, ha svelato le sue riserve auree. Nell’aprile del 2009, le riserve auree cinesi ammontavano a 1.054 tonnellate. Alla fine di giugno, le riserve si aggiravano intorno alle 1.658 tonnellate, mentre il mercato stimava una cifra attorno alle 3.000 tonnellate. Ecco perché la notizia ha innescato ordini di stop loss e i fondi speculativi hanno liquidato le loro posizioni. 

Il mese scorso, la Bank of China è diventata la prima banca cinese a entrare nel gruppo di prestatori che fissano i prezzi globali dell’oro. La strategia della Cina è spostare il mercato principale dell’oro da Londra. La Cina sta anche tentando di entrare a far parte del paniere FMI, in modo che lo yuan venga accettato come valuta di riserva. La Cina si trova sicuramente a dover competere con l’egemonia del dollaro USA. Nel (Oslo: NEL.OL – notizie) secondo trimestre, le riserve cinesi in valuta straniera ammontavano a 3,69 mila miliardi di USD. I timori che la Cina sostenesse la sua valuta con l’oro sembrano lontani, giacché le riserve in oro ammontano solo a circa l’1% della massa monetaria. A nostro avviso, la valuta cinese non è pronta per diventare una perfetta sostituta dell’USD, perché non esiste ancora un mercato dei bond funzionante in cui investire.

Sembra che l’ottimismo passeggero per l’accordo greco sia completamente svanito. Rimaniamo ribassisti sull’EUR/USD e vediamo nei rally un’opportunità per ricaricare i corti. Il cancelliere tedesco Merkel ha assunto una posizione dura, ripresa dai lanci d’agenzia del fine-settimana, sulla Grecia, mentre si moltiplicano le critiche sulla gestione della situazione da parte della Germania. In un’intervista all’emittente tedesca ARD, Merkel ha detto che “alla Grecia sono già stati concessi alleggerimenti del debito. C’è stato un haircut (taglio del debito) volontario per i creditori privati e poi abbiamo esteso le scadenze e ridotto i tassi d’interesse. Ora possiamo riparlare di questa possibilità.” Questa settimana la Grecia dovrà affrontare duri negoziati con i creditori. Dall’FMI continuano ad arrivare dichiarazioni secondo cui l’accordo attuale è insostenibile, fatto che segnala le forti divergenze fra le parti coinvolte. L’FMI ritiene che il debito greco sia insostenibile senza un haircut. Tuttavia, l’Unione Monetaria Europea ha escluso qualsiasi forma di cancellazione del debito e la soluzione proposta è estendere le scadenze e tagliare i tassi nominali. Secondo il FMI, questa strategia per abbassare il debito greco non è sufficiente. Vale la pena segnalare che, mentre i membri della Troika discutono, la BCE è costretta a far rimanere a galla la Grecia. La scorsa settimana la BCE ha alzato il tetto della liquidità d’emergenza (ELA) per le banche greche di 900 milioni di euro, portandolo a 89,9 miliardi di euro, mantenendo inalterati gli scarti di garanzia. Grazie a questi aiuti, oggi le banche greche sono pronte a riaprire. Da oggi si applicherà un limite settimanale ai prelievi pari a 420 euro, rispetto al limite giornaliero di 60 euro. Nonostante il clamore, per la gente comune non cambia granché. Infine, prevediamo che la Grecia rimborserà il pagamento da 3,5 miliardi alla BCE e al FMI, utilizzando il prestito ponte sponsorizzato dal Meccanismo Europeo di Stabilizzazione Finanziaria (MESF).

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