//
you're reading...
Others, technical analysis

Ecco perché il mercato obbligazionario è saturo

a cura di Claudio di Lazzaro – Se è vero che solitamente le performance delle Borse dicono poco sul futuro andamento dei fondi azionari, non altrettanto si può dire per quelli obbligazionari, per i quali è più facile conoscere l’esposizione al rischio osservando i rendimenti, presenti ma anche storici, dei mercati di riferimento. Questo perché, dall’analisi dei rendimenti dei fondi obbligazionari su un orizzonte temporale ampio, si riesce a dare una spiegazione di molte correlazioni con i mercati su cui questi fondi investono. Se si studiano le ultime fasi discendenti dell’economia si evince la correlazione forte e diretta dei fondi obbligazionari con i mercati su cui investono direttamente e non piuttosto con l’andamento generale dell’economia nello stesso periodo. Ciò avviene perché quasi tutto il rischio incorporato dai fondi obbligazionari è legato da tre fattori:

  • i tassi di interesse
  • la qualità del debito
  • l’esposizione sui mercati emergenti

Guardiamo ai rendimenti dei fondi delle tre categorie nelle tabelle, cioè obbligazionari governativi area Euro, obbligazionari mercati emergenti e Obbligazionari Euro high yield. La situazione di questi mercati ha ormai raggiunto una fase di saturazione.

c1

L’apice dei rendimenti è stato raggiunto nel I trimestre di questo anno, poi è iniziata una lenta fase di declino nel II trimestre ed infine segue  una discesa più marcata nella  metà dell’anno. Ora nel quarto trimestre i fondi obbligazionari globali e gli obbligazionari High Hield in Dollari e Euro, hanno arrestato la loro discesa ma hanno un rendimento trimestrale al di sotto 1%, mentre le risky assets sono in ampio recupero con cifre del 8%-10%.

Situazione al 30/11/2015 su alcuni fondi Obbligazionari Mondiali

c2 c3 c4 c5

 

Alcune case del risparmio  gestito hanno avviato già una campagna marketing per sollecitare i piccoli risparmiatori a sottoscrivere i fondi obbligazionari ma occorre tenere presente un fattore importante, la politica monetaria. La Fed si appresta a rialzare gradualmente i tassi d’interesse, grazie ai buoni dati macro Usa, però la Bce invece con elevate probabilità darà il via al QE2 per dicembre 2015. A mio avviso questo gap non durerà molto qualora le stime sulla crescita economica nel 2016 in Europa e  quelle relative all’Inflation Targeting saranno confermate. L’elemento chiave da tenere sotto controllo è la Duration del Fondo. Cose’è la Duration? è una misura della sensibilità del prezzo di un investimento a reddito fisso ad un cambiamento dei tassi di interesse.  Essa è ottenuta con un calcolo complesso che coinvolge il valore attuale, il rendimento, la cedola, la scadenza e altre caratteristiche.  Se osserviamo tale variabile possiamo notare una differenza fra gli obbligazionari High Hield e gli Obbligazionari Flessibili, mentre i primi presentano in media una duration di 3.8 anni, l’altra tipologia presenta una duration media inferiore ad un anno o poco più. Seppur il fondo diversifica il rischio specifico (tassi d’interesse, rischio di credito, rischio del tasso di cambio) l’impatto del rialzo dei tassi  può essere solo smussata investendo una parte del fondo in liquidità e strumenti del mercato monetario a breve termine. Veniamo ormai da una lunga fase di tassi d’interesse  bassi e tra due/tre anni se verranno confermate le views macro l’investitore può subire perdite sui safe assets rilevanti, è facilmente intuibile che l’investimento non rispecchia più l’holding period del risparmiatore e nel medio termine può subire una loss. Quindi in vista di questo nuovo scenario macro è ottimale fare delle modifiche al proprio portafoglio:

  • Eliminare i fondi high hield obbligazionari che hanno una duration elevata.
  • Eliminare i fondi obbligazionari che hanno avuto performance deludenti, al di sotto del benchmark.

Questo nuovo asseto strategico non è volto a favorire un incremento dell’azionario in portafoglio in termini assoluti. Dal punto di vista dell’azionario Usa ci troviamo su livelli abbastanza alti, il maggiore contributo sarà dato dall’azionario Europa e Giappone. L’atteggiamento è market neutral sugli Emergenti. Tuttavia i qe delle banche centrali non solo hanno gonfiato l’obbligazionario globale (rendendolo ora poco appetibile in base all’approccio value investing) ma hanno dato anche una spinta all’azionario, per il quale si sono ridotti gli spazi di crescita. Date le precedenti considerazioni, è opportuno attendere ancora alcuni mesi prima rientrare o aumentare l’esposizione verso fondi obbligazionari. La nuova strategia di portfolio è abbastanza prudenziale:

  • 0% -20% fondi obbligazionari (lasciare in portafoglio solo quelli migliori)
  • 25% fondi azionari.
  • 50% fondi flessibili ( con vincolo 40% azionario)
  • 5% (materie prime, ETF ed ETC)

c6

 

 

 

 

 

 

La scelta relativa al 50% di fondi flessibili è dovuta alla particolare fase in cui versano i mercati, bolla obbligazionario, incertezza economica della Cina e  delle Tigri Asiatiche minori ed eventuali shock che possono derivare dall’azionario. La crescita globale è quindi ancora fragile e ai livelli attuali dei corsi azionari è preferibile non concentrare molto la strategia sul risky assets.  Per quanto concerne i fondi azionari, è consigliabile entrare in modalità graduale attraverso un Pac.

L’attuale impostazione strategica del portafoglio consente quindi  di proteggere l’investitore sia da un aumento dei tassi per la componente del reddito fisso e sia per la componente azionaria, dato che la volatilità sul mercato ancora non  è del tutto stabilizzata.

Vix Index

Dopo l’estate 2015, la ripresa dei corsi ha rilevato come risky assets e safe assets siano state correlate positivamente, ora (quarta settimana di novembre) è forse iniziata una fase di de correlazione da monitorare per le prossime settimane ai fini di effettuare correzioni tattiche.

 

 

 

Advertisements

Discussion

No comments yet.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

acquista ABC ITALIA, edizione 2016

Click here to download “Brexit?”, Fugazzi’s new book on the EU Referendum

ABC Economipedia, 2nd edition now out!

London One Radio

PIL – Professionisti Italiani a Londra

%d bloggers like this: