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Europe, NEWSLETTER, USA

Tassi Bce e Fed: differenze di obiettivi a cavallo dell’Atlantico

Estratto dalla Newsletter “The World of ABC Economics”, Nr 1, 12/2015: 

https://abceconomicsdotcom1.files.wordpress.com/2015/12/abceconomics-news-nr1-1215.pdf

LUIGI PATISSO – C’è chi sale e c’è chi scende. Nell’altalena dei tassi d’interesse gli Stati Uniti e l’Europa stanno rilevando degli andamenti divergenti: in rialzo quelli americani, al ribasso, con tendenza sotto lo zero, quelli europei.  A dettare le regole sono le rispettive banche centrali e tali tracciati ne rispecchiano la loro volontà.

Federal Reserve e Banca Centrale Europea non fanno altro che perseguire i propri obiettivi di monitoraggio dei mercati e di stimolo all’economia reale, che, soprattutto nel Vecchio Continente ancora non riesce ad rilevare dinamiche positive e autonomamente propulsive.

D’altra parte però, è il loro compito. Fed e Bce non sono certo le sole ad attivarsi per una azione monetaria che produca ricadute positive sul proprio sistema economico. È necessario considerare che per la Bce il compito è oggettivamente più complesso in quanto è la sola che deve sottostare alle numerose e contrastanti posizioni, presenti all’interno dell’Unione Europea ad opera di tutti gli Stati che la compongono.

Proprio da questa criticità potrebbero presentarsi le novità più importanti, in particolare dalla Germania che, se fino a poco tempo fa era incline a criticare ogni intervento straordinario proposto dalla Bce in nome del “rischio inflazione”, oggi si presenta più debole (vedasi le difficoltà di Deutsche Bank e il caso-Volkswagen) e prossima ad accettare le proposte del Governatore Draghi, acconsentendo al potenziamento del Quantitative Easing (QE). Questa è, di fatto, una vera e propria svolta nei rapporti tra Bce e Germania.

patisso1In parallelo, ma in un contesto opposto, nei prossimi giorni, si avrà il primo rialzo dei Federal Funds da 9 anni fino ad ora. La Fed alzerà i tassi basando la propria scelta sull’analisi di tre parametri, in particolare, il mercato del lavoro è in salute, l’economia statunitense sta continuando ad espandersi ed è meno allarmante l’impatto negativo della situazione internazionale, al netto degli ultimi fatti di Parigi.

Sul versante europeo, invece, la Bce e Draghi sono fortemente intenzionati – vedi discorso del Governatore alla Frankfurt Banking European Congress – a persistere nell’utilizzo intensivo degli strumenti disponibili al fine di stimolare la ripresa economica e l’aumento dei prezzi al consumo.

Tale obiettivo non solo si evince dalla conduzione finora esternalizzata, ma considerando l’affermazione “we will do whatever it takes to rise inflation as quickly as possible…” vuol dire che Draghi intende sfruttare fino in fondo tutti gli strumenti di politica monetaria straordinaria, possibilmente anche cambiando l’attuale mix di titoli acquistabili, andando a rilevare sui mercati secondari tipologie di asset più rischiosi.

E ripartendo dalla base, considerando la differenza dei tassi, possiamo spingerci ad ulteriori considerazioni. La prima è che il differenziale favorisce i flussi di denaro verso oltreoceano attraverso operazioni di carry trades, che comunque potrebbero non essere negativi considerando le potenzialità speculativo-reddituali di un finanziamento in EUR e un investimento in USD, con un incremento di vantaggio per la valuta europea soprattutto in ordine di esportazioni.

La seconda è che l’obiettivo di stimolo all’economia, con una politica monetaria espansiva, potrebbe risultare lento e con un impatto effettivo poco prevedibile. In questo caso però, non possiamo non inquadrare le azioni di Draghi e della Bce in un contesto più ampio di politica fiscale.

In particolare l’Italia deve fare di tutto per approfittare dei tassi nulli i quali determinano un’allentamento della pressione sul nostro enorme debito pubblico in termini di costo, ricavando dei potenziali benefici sia per i bilanci dello Stato con più soldi per ridurre le tasse sia per i bilanci bancari con più soldi per le aziende.

La differenza nel raggiungimento degli obiettivi preposti sarà data dal tempo con cui le varie azioni influenzeranno i comportamenti dei soggetti economici, dal crescere delle aspettative positive ma anche da una futura e positiva azione di risanamento. Ma questo è un altro discorso.

 

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