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Un Signor Caffè! intervista a Dennis Busano (Luadan Future Trade)

Intervista realizzata da Paola De Pascali e Stefano Francesco Fugazzi. 

Extract from The World of ABC Economics, No. 1, 12/2015.

L’arte del caffè non conosce barriere temporali e fisiche. E a fare da ponte in questo percorso c’è chi si dedica con passione e dedizione ad importare ed esportare questo prodotto nel mondo. Dennis Busano, un imprenditore “under 40”, ha scelto Londra per dar vita al Luadan Future Trade, una società che ha aperto i battenti nell’agosto 2014.

Dennis lavora da sette anni nell’import-export di prodotti alimentari italiani per un’azienda attiva in questo settore da oltre cinquant’anni. Sorseggiando del buon caffè, lo abbiamo intervistato per scoprire qualcosa in più sul suo lavoro, sulla sua tenacia di creare una start up a Londra e per diffondere qualche suo consiglio per chi volesse seguire le sue orme in questo impervio, ma non impossibile, business.

dennis cover2Com’è nato Luadan Future Trade?

Luadan Future Trade nasce dall’idea di importare un brand premium di caffè proveniente da una torrefazione piemontese, e più precisamente della provincia di Cuneo: l’Excelsior. Si tratta di un brand che non era ancora presente sul mercato londinese e che offre caratteristiche artigianali e tradizionali con un sistema di tostatura lento che si avvale di cicli variabili tra i 16 ed i 20 minuti con raffreddamento ad aria anzichè ad acqua. Questo processo conferisce al prodotto una qualità costante nel tempo, con corpo ed aromi perfettamente equilibrati.

Come lavora Luadan Future Trade?

Luadan Future Trade punta con il suo caffè ad una clientela aziendale ed anche al commercio al dettaglio. I nostri prodotti arrivando anche negli hotel, ristoranti e bar, anche se questo rappresenta per lo più un mercato secondario che andremo a potenziare in un secondo momento. Non essendoci punti vendita fisici, il potenziale cliente ci contatta tramite il nostro portale web http://luadanft.com/ e sui social media (Facebook). In particolare per i clienti aziendali, offriamo un pacchetto che comprende l’utilizzo in usufrutto della macchinetta del caffè. Della Excelsior distribuiamo capsule (tra l’altro compatibili con la Nespresso), cialde, macinato o grani in diverse declinazioni.

Perché hai optato per il mercato londinese?

Vivendo nella capitale britannica da sette anni, ho avuto modo di tastare molto bene il terreno. Pur trattandosi di un mercato ampio e solo in apparenza saturo, vi è tuttavia spazio per la vendita di nicchia anche nel nostro settore, cioè quello del caffè.

Chi sono i vo610x382-cialde-610x381stri avversari?

Non vi è un vero e proprio rivale. Per quanto riguarda le capsule, ci confrontiamo con la Nespresso, mentre per la strategia di pricing il nostro riferimento è la Lavazza. In entrambi i casi, per ovvi motivi, Luadan Future Trade presenta target e filosofie commerciali profondamente diverse.

Il mercato di nicchia rappresenta il vostro punto di forza?

Sicuramente. Rispetto alla Nespresso o alla Lavazza l’essere un player di nicchia ci permette, almeno per il momento, di mantenere un rapporto personale, letteralmente “one-to-one”, con il cliente aziendale o di commercio al dettaglio.

Questo ci consente anche di seguirli da vicino, e quindi di spiegare loro le caratteristiche e l’unicità del nostro prodotto.

Qualdennis foto 1i sono le maggiori difficoltà che state incontrando o che avete riscontrato fino ad ora nel vostro business?

Tra le innumerevoli difficoltà riscontrate nell’arco dei nostri primi quindici mesi di vita, ritengo che l’ostacolo principale sia quello di reperire contatti e creare una fitta rete di potenziali clienti.

Probabilmente si tratta di una problematica comune a tutte le piccole start-up a conduzione familiare.

In che modo avete arginato questo scoglio per promuovere il brand?

Il word-of-mouth, cioè il passaparola, è stato per noi di vitale importanza nella creazione di una clientela che rappresenta, ancora oggi, lo zoccolo duro della Luadan Future Trade.

Avete intenzione di espandervi e diversificarvi?

Con mia moglie Luciana abbiamo in mente diversi progetti, ma al momento l’obiettivo principale è quello di consolidare la nostra attività, offrendo un prodotto premium a prezzi di mercato allineati con quelli dei nostri ‘competitor’.

Una volta superata questa prima fase del progetto, sicuramente punteremo a diversificare ed espandere il nostro portfolio.

Quali consigli daresti a chi vuole intraprendere la carriera imprenditoriale?

Il consiglio che posso dare a coloro che intendono mettersi in proprio e quindi creare la propria start-up è abbastanza semplice. Abbiate molta umiltà, siate estremamente realisti e, soprattutto, siate consapevoli dei vostri limiti. Purtroppo la competizione è spietata, e pertanto, non è sufficiente essere in possesso di un ottimo prodotto, poiché è di rilevante importanza sviluppare una approfondita conoscenza del mercato. E da questo punto di vista la città di Londra è spietata con le start-up: se spendi e investi male, il mercato ti punisce. Pertanto armatevi di pazienza e saggezza e tutto il resto sarà in discesa.

 

 

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